01/08/2010

2° Raduno SKA

17 Luglio 2010-08-01

SEA KAYAK ADVENTURE

…..PAGAIANDO ….PAGAIANDO

2° raduno annuale di kayak da mare

venerdì SMS del presidente: 7:45 del mattino appuntamento a Brucoli per gli ultimi ritocchi organizzativi del 2° raduno SKA

Pulire la spiaggetta,preparare le schede di adesione,guarnire la barca appoggio con acqua fresca e borse frigo,e poi i gadget,il megafono,la targa….e poi…e poi…i panini e le bibite naturalmente!!!!!!

Ormai dopo 1° il mitico raduno 2009 a cui parteciparono 44 canoisti,siamo più esperti e più tranquilli sulla partecipazione e poi quest’anno con il maxi manifesto e la propaganda on-line,periamo di confermare e superare quella straordinaria partecipazione dello scorso anno.

Il caldo e l’afa ci accolgono subito e le belle divise bianche e blu,durano assai poco addossoe già ancora prima delle nove,i più sono già in costume….e così Domenico e Michela che raccolgono le adesioni,trovano un ottimo riparo sotto la tettoia dei “RIZZARI”,con tanto di tavolino.

Arrivano le prime adesioni da fuori città, da Siracusa, da Catania e persino da Trapani, ma poi il raduno diventa internazionale,con l’adesione di tre francesi, a cui cortesemente mettiamo a disposizione dei kayak.

Prima della partenza le adesioni hanno superato abbondantemente i numeri dello scorso anno, siamo addirittura a 57!!!!!!! Anzi 58 con Piero, che ci raggiunge dopo la partenza, anzi 60!!!! Con la partecipazione di Marco e Paola che si aggregano quando stiamo ripartendo da Baia di Arcile .

Che soddisfazione!!! La spiaggetta non riesce a contenere tanti kayak, monoposto, biposto, gialli, rossi, bianchi, azzurri, di tutti i colori e misure, fino al bolide rosso, che sembra lungo 6 metri, che ha portato Giovanni.

E mentre i primi sono già in mare, il Presidente Antonio Stabile, insieme a Rino Catalano e Francesco Mandragona annunciano al megafono il programma e l’itinerario della giornata e ci presentano la presidentessa regionale, a cui consegnamo una targa ricordo e ringraziamo per la partecipazione.

Adesso tutti in mare, prima che il caldo torrido ci stronchi, con quasi 40°C stare a contatto con l’acqua e la cosa più desiderabile.

Si parte in direzione Punta Ponnara e poi si piega verso Baia di Arcile.

Il mare si è un po increspato, si va su e giù sule onde, si rallenta, ci si rimpatta e si va avanti. Quest’anno poi c’e’ pure la barca appoggio, guidata da Antonino, che fornisce acqua fresca per gli assetati, che continuamente l’abbordano per recuperare un bottiglietta di acqua fresca.

Davanti alla GISIRA Diego avvista una pinna, Guglielmo conferma, è una verdesca o un delfino, …. Comunque un pesce di almeno un metro e mezzo!!!

Ora si sfiora lo scoglio della Tartaruga e superate le onde che in quel punto si alzano, ….si sbarca nella splendida Baia di Arcile, nel tratto meno occupato dai bagnanti.

Piaggiati i nostri kayak e tolti rapidamente giubotti e gonnellini, ci molliamo immediatamente in acqua, in cerca di un pò di refrigerio.

La scelta di Arcile non è casuale, con il sole che picchia tosto, i grandi eucalipti sono una delle rare zone d’ombra accessibili dal mare.

La sosta consente ai più valenti di lanciarsi nelle più svariate esibizioni, ma il bagno ha smosso l’appetito e dopo ai primi che non resistono ai richiami della fame, ci lanciamo tutti nella direzione dei gavoni, da cui viene fuori ogni ben di dio.Franco ha persino portato due bottiglie di ottimo vino, che ci gustiamo sdraiati sul prato all’inglese del villaggio di Baia di Arcile, nell’ombra delle sue palme.

Il pranzo è presto consumato e si riparte per un’escursione al Canale di Brucoli.

La foto di Gigi, dall’alto di una delle pareti del fiordo è d’obbligo, perché probabilmente farà parte del nuovo calendario 2011 e nessuno vuole mancare.

Poi si riparte per l’ultimo bagno alla spiaggia di “TRI PUTTUSA” prima di rientrare.

Ma di stare a mollo ci si annoia presto e per concludere in bellezza si improvvisa una esibizione di gruppo: la piramide umana a tre piani!!! Quando il gruppo chiama tutti rispondono e una dozzina si mettono a disposizione, tentando e ritentando.

Dopo le prime rovinose cadute, le risate e le urla di dolore, riusciamo nell’impresa!!! Per almeno due secondi… tutti in piedi su tre livelli! … prima di finire tutti inesorabilmente a mare.

Al rientro nella spiaggetta, a ridosso di Piazza Belvedere, ci aspetta una bella fetta di anguria e tanta buona frutta di stagione, da gustare a conclusione di una calda, lunga movimentata giornata.

E mentre l’Overline prepara uno spazio in piazzetta con l’esposizione dei kayak da mare, il raduno si conclude con la soddisfazione di tuti e con le solenni impegni per i prossimi appuntamenti, cominciare dalla prima notturna estiva del 2010.

E’ andata veramente tutto bene, il che la dice lunga sull’ottima forma della nostra Associazione.

Grazie a tutti di cuore, ai 60 che hanno partecipato ed anche a quelli che non sono potuti venire, perché ci saranno la prossima volta.

Noi ci contiamo

Memmo Garsia

12/07/2010

Portopalo

Sabato 3 domenica 4 luglio 2010.

Escursioni e campeggio all’Isola delle Correnti

della SEA KAYAK ADVENTURE.

 

"L’ULTIMA ISOLA"

E’ l’ultima isola del Continente, “…più a sud di Tunisi”, come recita il sito del camping , il mitico “CAPTAIN”.

Sabato alle 7,00 tutti al Club, dieci kayaker e due graditissimi ospiti, Roberta e Tonino, amici di Michela e Fabio,

alle 8,00 tutto è pronto,

Gino e Piero, Gugliemo e Danilo, Melo e Gigi, Elio e Memmo, Fabio e Michela con Tonino e Roberta …partono i cinque equipaggi, … ed è tutta una tirata!

Non sono ancora le dieci e siamo già arrivati a quello che sarà il nostro Campo base.IMGP3400.JPG

Il campeggio, grande e degradante verso il mare, finisce sull’ultima duna di sabbia, che lo divide direttamente dalla spiaggia.

“A voi la scelta delle piazzuole”, ci rassicura la ragazza della reception, mentre sigilla i polsi di tutti con un braccialetto fosforescente, che porteremo fino alla partenza.

Così scartate le più comode ed alberate, scegliamo le più remote ed ultime tettoie, che però sono a due passi dall’unico varco nella duna che ti porta direttamente al mare.

Decidiamo di montare subito il campo:IMGP3403.JPG

teli e teloni, aste e paletti, picchetti e tiranti e dopo i primi momenti, in cui tutti si chiedono … “…ed ora come si monta?”, parte la gara a chi finisce prima!

Ahimè la tenda di Gino è di gran lunga la più complicata e finiamo per ultimi, …ma che spettacolo!! Quello che viene fuori non è una semplice tenda, ma piuttosto una stazione orbitante, subito ammirata da alcune campeggiatrici di passaggio.

Ma il mare ci chiama ed il caldo si sente, …via tutti in acqua!!!!!!!!!!!!!!!!!

La spiaggia è splendida e l’isola delle Correnti è lì davanti a noi, con il suo faro e le sue sponde brulle, animate solo da qualche pescatrice.

La doppiamo da sud, lì dove si incontrano il mare Ionio ed il Mediterraneo e puntiamo verso un’altra isola, quella di Capo Passero.

La costa è bassa e sabbiosa, con qualche tratto di roccia affiorante, il mare è una tavola trasparente di color verde smeraldo, animata solo da una leggera brezza.

Superato l’imbocco del porto, che una volta pullulava di pescherecci, raggiungiamo le sponde che delimitano il piccolo abitato di Porto Palo.

Ed eccola l’Isola di Capo Passero, a poche centinaia di metri dalla costa, con la sua torre spagnola che da oltre cinquecento anni, si guarda dagli sbarchi, in terra di Sicilia.

IMGP3424.JPGMa il nostro è uno sbarco di siciliani doc e la sua spiaggia, riparata dal mare aperto, ci accoglie comodamente.

Che meraviglia! Un pelo d’acqua cristallina si estende per centinaia di metri e ci invita a fare subito il bagno! Sudati come siamo nessuno intende rinunciarci!

Poi fuori bibite e panini, dato che Michela è da metà percorso che invoca al cielo ed al mare ed ai quattro venti “ ho fame!!!!”, ho fame!!!!!!!!!!!.

Caffè a Porto Palo

Un improbabile megafono, dalla terra ferma annuncia ed invita tutti i bagnanti a consumare al bar.

Accettato l’invito, in poche pagaiate siamo già al bancone del bar, per il caffè e l’acqua fresca. Fuori c’è pure la doccia ed un bizzolo all’ombra per un riposino… (come a volte si dice … chi si contenta gode) e noi ci godiamo un meritato relax, di fronte ad uno splendido paesaggio.

IMGP3260.JPG

Ora si riparte , …prima che qualcuno si addormenti al fresco del bizzolo.

Il vento di libeccio, ci accompagna per tutto il rientro, levigandoci il viso, mentre il mare si increspa.

Pagaiando …pagaiando

L’isola delle Correnti, appare lontanissima, sul filo dell’orizzonte e quasi evanescente, ma probabilmente fa così, con tutti i naviganti che cercano il suo faro.

Poi pagaiata dopo pagaiata, si materializza e siamo di nuovo alla spiaggia del campeggio. I nostri kayak, spinti dalle onde a ridosso della battigia si conficcano sulla sabbia, tra i bagnanti che ora popolano la riva.

Adesso tutti già pensano alla grigliata notturna, ma dopo sei ore di mare, di sale e di sole, urge prima una doccia!!!!!!!!!

“Arrusti e mancia” under the stars

Non è ancora buio, che già i primi fuochi dell’”arrusti e mangia” attirano i ritardatari delle ultime doccie, mentre qualcuno provvede già ai “primi assaggi”.

IMGP3473.JPG

Dall’auto di Fabio e Michela sono già sbarcate cassette di provvigioni, con carne fresca per tutti i gusti e tanto vino e persino una ciambella sotto vuoto.

Così sotto le stelle che ci stanno a guardare, consumiamo una memorabile abbuffata, con salsiccie, fettine di vitello, spiedini di polpette, involtini assortiti e pane alla brace e vino, grazie all’intervento diretto e fondamentale di Tonino, che in questo campo non è secondo a nessuno.

E così la soddisfazione è di tutti, ma per Piero e Gino ancora di più, dato che da soli si sono calati direttamente quasi metà dell’intero arrosto!!!

Partono i primi brindisi, (il più famoso è quello di Francesco, assente per lavoro) e poi dopo il vino arrivano le barzellette.

IMGP3475.JPG

Concludiamo con una ciambella perché il dolce alla fine non guasta, ma ahimè le pance stracolme, ci sconsigliano vivamente di completare il programma, pensato nel pomeriggio, che prevedeva il bagno di mezzanotte alla spiaggia del campeggio.

…è meglio dare la Buona notte a tutti

Dopo le inutili raccomandazioni sui rumori notturni, di cui viene redatta una classifica, che evito di riportare per tutela della privacy e considerato qualche assente eccellente, andiamo tutti, si fa per dire, a letto.

Qualcuno già dorme, qualche altro fatica ad addormentarsi per il troppo sole, o la troppa carne, ma poi la fatica dell’intera giornata ha il sopravvento e …buona notte a tutti!

La mattina, non sono ancora le sette, che già i primi avventori, tirate le zip delle zanzariere, brancolano tra le tende, alla ricerca disperata di un caffè caldo.

Ma il bar aprirà solo alle 8.00 con cornetti, granite, brioche e caffè.

I tavoli all’aperto immersi nel verde ci ospitano, prima di ripartir per mare…

…in direzione Pozzallo

Il mare, sarà l’ora mattutina, è più bello del sabato, limpido e trasparente e la spiaggia ancora immacolata e priva di bagnanti, comincia a dorarsi prima che a scaldarsi.

Doppiamo la prima punta ed ecco la sterminata spiaggia, bellissima che arriva fino a Punta delle Formiche.

Ci intrufoliamo tra gli scogli appuntiti del promontorio e cambia il paesaggio, la costa ora è alta e rocciosa, con grotte ed improvvise spiaggette nascoste. Sotto un arco naturale che sprofonda in mare, immortaliamo l’escursione per una foto da calendario.

Una spiaggetta a ridosso delle serre di pomodorino, ci ospita per una sosta, mentre i magnifici quattro (Piero, Gigi, Danilo e Fabio) si scatenano in un eschimo sincronizzato, a cui manca solo la colonna sonora! Bravi, …

 

bravissimi! Plaude la platea dei restanti, stravaccata sulla battigia, a guardare i giochi d’acqua.

Dopo qualche gustoso pomodorino, direttamente dal produttore al consumatore, rientriamo al campeggio per un pranzo improvvisato e poi …coraggio, dobbiamo smontare le tende, nonostante il caldo delle tre del pomeriggio, tant’è che dopo il lavaggio dei Kayak, una doccia rapida e via è ora di rientrare.

Bella, bella, libera e felice escursione!

E dopo il primo mitico campeggio di qualche anno fa in quel di Catania, passato agli annali della Storia della nostra Associazione,

un altro campeggio in Kayak da ricordare … e soprattutto

… da rifare al più presto!!!!!!!!!!!!

Memmo Garsia

IMGP3418.JPG

24/08/2009

OTRANTO / S.MARIA DI LEUCA

OTRANTO – S.MARIA DI LEUCA

10/08/09 ore 7:30 appuntamento a Minervino di Lecce (Kayak già caricati sulla macchina di Fabio, la sera prima). Puntuali ci avviamo verso Otranto punto di partenza. Stiviamo viveri ed equipaggiamento. partenza da otranto via.JPG

8:30 puntuali bagniamo le punte dei nostri kayak al porticciolo di Otranto. Dopo solo 200 m ci si presenta uno scenario mozzafiato: Otranto vista dal mare. Proseguiamo e vediamo una delle tante torri che dominano la costa salentina, la prima è Torre Del Serpe subito dopo il faro di Punta Palacia. Già di prima mattina temperatura torrida, in complesso il mare piatto ed una leggera brezza di maestrale a favore che fa udire solo lo sciabordio del mare nei nostri kayak.

Si susseguono scenari incantevoli, pinete verdissime che viste dal mare sembrano oasi. Proseguiamo alla volta di Porto Badisco un’insenatura/porticciolo, ancora Porto Russo e poi la Baia di S. Cesaria Terme “Portomiggiano”, la nostra prima sosta per sgranchire le gambe, tuffo, snack e via. Ci aspetta cala di Acquaviva che per eccesso di bagnanti “solo posto in piedi” proseguiamo e ci fermiamo per il pranzo in un approdo di fortuna . Un temporale minaccia e decidiamo di partire senza fare la sosta programmata.

Per fortuna sfioriamo il temporale e proseguiamo alla volta di Porto Tricase, per un caffè caldo e bagno ristoratore. grotta della zinzilusa.JPGTra una grotta bellissima e un paesaggio incantevole approdiamo alle 19:30 a Marina di Novaglie. Doccia, campo già montato, pronti per arrostire bistecche, pane, vino fresco. Alcuni curiosi si avvicinano per qualche domanda e per gli abitanti del piccolo paesino siamo diventati: “quelli della canoa”. Dopo cena abbiamo deciso di bere una bevanda fresca al chiosco che scorgiamo alla destra del nostro campo. «Azz… abbiamo scoperto che è la notte di S.Lorenzo». al chiosco siamo Fabio, io e il proprietario Biagio, il quale ci ha assicurato che dopo cena avrebbe fatto il tutto esaurito, e così è stato! Alle 22 ca cerchiamo di prendere sonno ma, ahimè, la scogliera comincia a riempiersi di astrologi, tutti a guardare le stelle. Tra una chiacchierata e l’altra sono le 2:00 dell’11/08/09.

Sveglia alle 05:45. smontiamo, carichiamo e siamo in acqua alle 07:00. Dopo solo 5km vediamo il Ponte Cioloponte ciolo.JPG e dopo altri 5 km ci da il benvenuto il faro di S.Maria di Leuca, sono quasi le 09:00 dell’11/08/09… è fatta!

P.S. difficoltà del percorso: per tratti di oltre 5 km scogliere alte a strapiombo con impossibilità di approdare.

 Scritto da Stabile Antonio e Fabio Accoto

27/07/2009

1° Raduno annuale SKA

IMGP2033.JPG

26 luglio 2009.

SEA KAYAK ADVENTURE

 "1 RADUNO ANNUALE DI KAYAK DA MARE"

"APPUNTAMENTO A BRUCOLI"

Finalmente il giorno è arrivato !!!!!!

E’ il nostro primo Raduno e come ogni prima volta,  siamo un pò emozionati.

Organizzare, va bene, l’abbiamo fatto, ma poi , come andrà veramente?

 Quanti saremo? La mattina alle otto non è ancora ora di contarsi, quando cominciano ad arrivare i primi volenterosi.

Ancora 10 alle 8,30?    Poi 20!    Ed ancora 30 e più?

Quante sono le iscrizioni dopo appena un’ora? Quarantaquattro !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! UAU!!!!!!!!!!!!

Per un’associazione come la S.K.A., nata appena pochi anni fa, in maniera quasi clandestina, arrivare al 1° raduno con 44 partecipanti è una bellissima soddisfazione per tutti noi.            Quasi al gran completo i nostri, con una trentina di adesioni, ma graditissima è la partecipazione dei kayakers di Capo D’Orlando, di Siracusa, del team di Catania che è arrivato addirittura via mare, e persino di una coppia di Palermo.   Grazie a tutti !!!!!!!!

E’ forse il più grosso raduno siciliano? Forse si o forse no, ma chi se ne frega! L’importante è divertirsi tutti insieme.

IMGP0848.JPGIntanto abbiamo invaso la piccola spiaggia di Brucoli, alle 9,30 è già colma di kayak coloratissimi, di tutti i tipi e le misure. Alle 10, dopo il “breafing” del Presidente si parte!     44 …  in fila per tre,  … col resto di due …

  La marea colorata si muove allegramente, tra gli scafi dei bagnanti della domenica, un po’ sorpresi per la pacifica invasione della baia di Brucoli e punta dritta a Punta Tonnara. Il caldo dei giorni scorsi è scemato e questo ci incoraggia, il mare un po’ meno, che non sembra poi così tranquillo.

Sarà, ma quella cima che Michela si è portata dietro e messa in bella vista sulla prora del suo Kayak, forse la dice lunga sul programma di oggi.

Doppiamo intanto la prima punta di Campolato, poi la seconda, lasciandoci alle spalle la sterminata “camperopoli” della Baia del silenzio.  Il mare si è increspato, si va su e giù sulle onde, ma è divertente, si rallenta un attimo, ci si ricompatta e si va avanti. La prima tappa è “ Cala Gino”, (l’Acquasanta per i non addetti) dove il “Comitato” ha preparato una sorpresa, che ahimè conoscevano tutti, ma tutti comunque hanno gradito. IMGP2078.JPGE sì perché gustarsi, come abbiamo fatto, una granita di limone, mandorla o cioccolato, in Kayak, non capita tutti i giorni!  Grazie a Diego che è sceso ed ha fatto da tramite con il gelataio, che ci aveva raggiunto via terra con la sua memorabile “lapa”.

Ma “qualcuno” non regge il mare, preferisce mettersi a mollo e lasciare la “biposto presidenziale”; i più maligni narrano che sia tornato via terra con la “Lapa” di Salvatore.

Michela pensa bene di colmare il vuoto lasciato e si trasferisce sulla biposto, mettendo al cappio il suo Kayak, che si farà il ritorno come un cavallo da soma.

E sì perché il mare sembra sempre più mosso ed il vento più forte. Cambiamo programma rientriamo nel golfo di Brucoli, non senza qualche difficoltà ed una caduta in mare. Ora il mare è più forte e nell’ultimo tratto le onde che ti prendono alle spalle, si cavalcano allegramente.

Dopo la punta il mare si placa ed il promontorio ci ripara pure dal vento.

 IMGP0867.JPGUna spiaggetta isolata ci accoglie, con lo sconcerto degli unici tre bagnanti che pensavano di aver trovato un luogo isolato e tranquillo. In pochi minuti sulla spiaggia si riversano decine di kayak e lo spazio si esaurisce, dirottando i tre poveri bagnanti su altri lidi, più tranquilli. Certo perché il clima è tutt’altro che tranquillo, il cambio di programma, invoglia i più vocati, Francesco, Gino etc. per intenderci, a mettere in piedi esilaranti “cughiunamenti”, più o meno acquatici, che presto coinvolgono l’intera comitiva, con tanto di video e foto ricordo bellissime, da mostrare a quelli che non sono potuti venire.

Il pranzo a base di panini è presto consumato e si riparte per un’escursione al Canale di Brucoli. Velocemente si zig-zaga tra decine di panfili e barche  a motore, come noi al riparo dai marosi e si raggiungono le acque calme e quasi stagnanti dell’antico fiordo, un gioiello ambientale al riparo da qualunque mareggiata, ma non da quella dei natanti da diporto, che hanno invaso e stazionano permanentemente in un’ansa del canale.

 IMGP0882.JPGPer fortuna per lunghi tratti il canale è ancora intatto e Gigi che lo conosce bene, trova il posto migliore, dall’alto di una delle pareti del fiordo, per una foto ricordo. Ci disponiamo a raggiera e clik! Un’altra mitica immagine per il calendario e il nostro blog. Poi si riparte per l’ultimo bagno prima di rientrare e gustare a conclusione di una lunga e movimentata giornata una bella fetta d’anguria e tanta buona frutta di stagione.

E poi, come ogni raduno che si rispetti, tre targhe ricordo a sorpresa, per gli ospiti che ci hanno onorato con la loro presenza. Targhe non competitive , ma per i più lontani che ci hanno raggiunto da IMGP0915.JPGCapo d’OrlandoIMGP2140.JPG, per il team overline che ci ha raggiunto via mare da Catania e per il kayaker dal look più originale.IMGP2144.JPG

Il raduno si conclude con la soddisfazione di tutti per la bella escursione, nonostante la variazione obbligata al programma, ma il mare ti sorprende sempre e bisogna saperlo prendere nel verso giusto, per tenerselo amico.

Ci salutiamo, certi di ritrovarci presto ai prossimi appuntamenti che già si profilano e siamo convinti che il Secondo Raduno SKA 2010 sarà ancora più bello e partecipato!

 Perché la Sea Kayak Adventure diventa più grande, in quanto vive del nostro impegno comune, del nostro entusiasmo e della passione per uno sport che ci ha inesorabilmente rapiti!

                                                                         Memmo  Garsia

24/07/2009

NOTTURNA DEL 16/07/2009

IMGP1983.JPG

16 luglio 2009.
Escursione notturna della SEA KAYAK ADVENTURE.
"INCURSORI NOTTURNI"
"APPUNTAMENTO AL TRAMONTO"
L’appuntamento è al tramonto, scorta alimentare, lampada da minatore ed una maglietta di ricambio, perché non si sa mai e si va, siamo in otto: Antonio, Gino, Emanuele, Enzo, Gigi, Francesco, Guglielmo e Memmo.
Si va, scivolando su un mare quasi addormentato verso il tramonto di una giornata lunga, afosa, oltre che lavorativa e sentirsi in acqua a quest’ora è una goduria di cui gustiamo il privilegio.
Il mare verso il litorale di Catania si va colorando di un rosso intenso, tra gli stormi di gabbiani, neri per la controluce e le prime luci notturne del litorale. Doppiate le prime baie della costa Saracena, Arcile, Baia del Gambero, Baia del Silenzio…. sarà l’ora, sarà il mare, ma ci viene presto voglia di smaltire quel poco di mangereccio che abbiamo stivato nei gavoni.
Sbarchiamo che è ormai quasi buio sulla spiaggia di Arcile. Ma prima bagno di notte e foto ricordo a mezzo busto, nel senso che l’altra metà è già a mollo e l’acqua è così nera che non si vede un tubo.
Di corsa sotto la tettoia a pochi metri dalla battigia per la “cena”, ma dopo aver scroccato una doccia alle attrezzature del residence vicino ed essersi asciugati alla meno peggio. Un panino, una birra e poi … (per parafrasare una vecchia canzone) …tra una battuta e l’altra e qualche foto di troppo, …ripartiamo.
Ora Catania è tutta illuminata, con una miriade di luci lontane, la luna, stando a Francesco dovrebbe apparire alle “22,15” (ma ahimè a mezzanotte non era ancora spuntata!)
L’assenza della luna e di luci vicine, un mare quasi piatto, ci fa godere oltre modo di una nottata sublime, con il cielo notturno ricoperto di stelle ed il leggero dondolio dei Kayak.
Come incursori notturni, scivoliamo silenziosi su un mare nero, …ma luccicante. Si perché doppiato l’isolotto della Tartaruga, di fronte al Cozzo della Gisira, quando ancora le luci di Brucoli non si scorgono, il mare improvvisamente, straordinariamente luccica ad ogni pagaiata. E’ plancton! Esclama qualcuno, rallentiamo, ci fermiamo, immergiamo le mani nell’acqua e lo spettacolo si compie, il mare si illumina al contatto di minuscoli riflessi, come fosse polvere di stelle.
Ripartiamo con le scie luminose che fendono le nostre prue e torniamo al borgo di Brucoli, rilassati e soddisfatti dell’escursione.
Ma poiché nessuno la voglia di rientrare, si devia per il canale. Francesco ed Enzo si cimentano in un azzardato passaggio dentro gli scogli che costeggiano le sponde del villaggio, mentre Gigi pensa bene di concludere in bellezza con un pizzolo alla nutella. Presto detto, presto fatto, una telefonata ed il tempo di raggiungere la sponda sotto il moplen ed un pizzolo caldo caldo ed una freschissima bottiglia di limoncello si materializzano come d’incanto,( grazie ad un amico), tra le nostre canoe. Che viziosi!
E così con le pance piene, gli spiriti leggeri, si ritorna a casa per una bella e meritata dormita.
Buona nnnnnnnnotte.
Ma la prossima notturna, quando la rifacciamo?
Memmo Garsia

08/06/2009

Giornata della donazione

DSCF1949.JPG

Giorno 07/06/2009 è stata organizzata dal gruppo FRATRES di Augusta una giornata per la donazione presso la chiesa di S.Lucia dove è avvenuta una importante sinergia fra la FRATRES e la SKA ( un gruppo di giovani sportivi : amanti del mare e appassionati di kayak da mare ).

Si ringrazia per l’impegno profuso il presidente della FRATRES Ponzio Salvatore, il Dott.Di Fazio e i suoi collaboratori e un ringraziamento va al presidente dell’SKA Stabile Antonio, per il forte impegno nel divulgare e coinvolgere tutti i partecipanti, il cui numero previsto era di circa 30 donatori il quale traguardo è stato raggiunto e addirittura superato.

DSCF1951.JPGUn ulteriore ringraziamento va a Padre Angelo Saraceno che ha messo a disposizione il piazzale per l’autoemoteca e i locali per l’accoglienza dei donatori.

Per diventare un donatore è molto semplice basta recarsi al centro trasfusionale dell’ospedale di Augusta o puoi contattare direttamente il GRUPPO DONATORI SANGUE FRATRES di Augusta sito in via Gramsci n° 15/17.

30/03/2009

Marzamemi / Vendicari

04.jpg

Sabato 28 marzo 2009.

Escursione da Marzamemi a Vendicari

della SEA KAYAK ADVENTURE.

"ROBINSON CROSUE' PER UN GIORNO"

"PROVE TECNICHE"

Sabato alle 6,30, tutti al Club, …si parte!

Anzi no, o forse si, … potremmo andare , però che si fa se arriva il vento di scirocco?

Alla vigilia, la voglia di andare comunque e quella di non sprecare un’occasione corrono sul web, si accavallano le proposte: le condizioni meteo sono a rischio, ci sarà un forte vento di scirocco (“onde da un metro e vento da S.E. a 30km/h”) ,

insomma rischiamo di naufragare prima di mettere in mare i kayak!

Poi Piero, che aveva promosso l’escursione, rilancia e conferma l’appuntamento. RISCHIAMO!

Chi non risica non rosica”, avranno pensato i dieci Kayakers che sabato mattina alle 6,30, con qualche ora di sonno in meno (sig!) ma con intatta la voglia di andare, si sono presentati al’appello, nonostante tutte le catastrofiche previsioni meteo.

Nove per la verità, dato che, già pronti per partire, passate eran le sette, si aggancia in extremis alla colonna in partenza, anche Cesare, che è sempre il benvenuto.

"7,30: SI PARTE"

Piero, Elio, Giovanni, Salvo, Diego, Enzo, Salvo, Gino, Memmo e Cesare, cinque auto equipaggiate di tutto punto e via!

Sosta all’autogrill per un caffè ed alle 10,00 si scendono i kayak sulla spiaggia appena a nord di Marzamemi, mentre Diego corre in paese a far provviste per rimpinguare le cambuse sguarnite dei naviganti.

Il cielo è coperto e c’è già un po’ di vento, (guarda caso da E.S.E.!). Certamente aumenterà, qualcuno pronostica, ma intanto si va!

DI NUOVO IN MARE”

Trovarsi di nuovo in mare d’inverno, dopo aver rischiato di restare a casa è sempre un gran piacere, che non nascondono i volti soddisfatti dei 10 canoisti.

Doppiata la prima punta e superato il mare più increspato si attraversa la spiaggia di S. Lorenzo, a volte profonda, a volte con le seconde case a pochi metri dalla battigia, ma comunque bella e poi il tempo ed il mare sembrano tenere e garantire una bella navigazione.

BELLISSIMA

Un’altra punta ed ecco la lunghissima e bellissima spiaggia della Riserva di Vendicari, un paradiso naturale per le centinaia di uccelli che affollano i pantani retrostanti la spiaggia e per tutti quelli che preferiscono andar per mare con la sola forza delle braccia, il rumore del mare sotto la chiglia, il contatto diretto con l’acqua, in un ambiente naturale impareggiabile ed irripetibile.

UN ISOLA TUTTA PER NOI

Ed ecco che al centro della baia, a circa 700 mt dalla riva, si scorge “l’isola che non c’è”, quella improbabile, quella inaccessibile, quella che a volte vedi dalla riva, ma non raggiungi mai, eppure oggi è possibile, decidiamo quindi di verificare l’esistenza di un approdo e le possibilità di sbarco sull’isoletta.

Per fortuna, i lontani ricordi di Cesare, sulla rocciosità dell’isola sono solo parzialmente confermati e sul fianco verso terra, l’isola è provvista di una splendida spiaggetta di sabbia e ciottoli, al riparo dei venti marini e dal mare aperto.

Un approdo ideale, ma prima, la tappa d’obbligo per chi visita Vendicari, è la tonnara e la torre spagnola. Foto ricordo, con lo sfondo fallico della ciminiera della tonnara e poi, come novelli “Robinson Crosuè” sbarchiamo sull’isola deserta, per consumare un pasto frugale.

PASTO FRUGALE

Come per incanto spunta pure il sole e davanti alla spiaggia il mare riparato è piatto come un lago. Poi sempre per incanto, dai gavoni dei Kayak, spiaggiati come balenotteri esausti, comincia ad uscire ogni ben di Dio. Insalata di riso, tonno sott’olio, prosciutto, salami, formaggio, pane e poi birra, bibite energetiche, frutta di stagione e persino pernigotti e baci Perugina, per non parlare dei “Kinder bueno” che Diego si era premurato di procurare per contornare i panini imbottiti comprati a Marzamemi.

E il caffè, anche il caffè sbuca da un gavone, per non perdere il vizio.

RIENTRIAMO?

Pieni come otri, forse un po’ troppi pieni, ripartiamo. Il cielo ora è di nuovo coperto, più scuro e più coperto. E’ meglio andare, il vento ci sospinge e si arriva alla spiaggia di partenza agevolmente, tra branchi di meduse che nel pomeriggio hanno invaso il mare di S. Lorenzo.

Ma è ancora presto per rientrare ed un gruppo si stacca per doppiare la punta e raggiungere il porticciolo di Marzamemi.

Oltre la punta il mare si gonfia, il vento è più forte, ma è solo più divertente la traversata ed un po’ di adrenalina ti prende.

Si rientra e si sbarca sulla spiaggia, sprofondando sulla sabbia gonfia dalla posidonia che riempie la battigia.

Tutto bene, bella giornata, bella compagnia, bella esperienza, che ancora?

Prendiamoci un caffè, naturalmente al bar “La balata” di Marzamemi.

Grazie Piero,

abbiamo rischiato di rinviarla questa escursione, ma come si dice “ogni lassata è persa”.

Memmo Garsia

05/03/2009

LA STORIA

Inverno 2004 - Storie di uomini, di mare e di amicizia che danno vita alla "SEA KAYAK ADVENTURE"  

Maremotu_Brucoli.jpgSembra ieri, un giorno di un freddo gennaio del 2004, un giorno di lavoro, uno come gli altri, apparentemente, ma che preparava una di quelle sorprese, di quelle novita’, di quei cambiamenti che la vita e il destino ti riservano senza preavvisarti, fatto della solita routine di impegni, riunioni e famiglia, scorrendo il tempo della propria vita sotto la luce artificiale dei neon, dentro tecnologici ed evoluti ambienti chiusi al cielo, al mare ed alla vita, ricordando in una pausa pranzo l’adolescenza, quando senza soldi ne telefonini, ignari padroni del nostro tempo, vivevamo sotto il cielo, alla luce del sole, e lo sport, gli amici e il mare riempivano i nostri pomeriggi, fatti di lunghe pagaiate nel porto di Augusta, risate, scherzi ed amicizia senza altri fini. Ma il pensiero, quando porta alla vita e alle emozioni diventa un tarlo, un richiamo lontano assopito da tempo che rinasceva, una curiosita’ che premoniva ad una voglia di irrinunciabile scoperta, del mare, che era rimasto sempre li ad aspettare il ritorno, dell’anima, della mente e del cuore dove il viaggio, la scoperta, l’avventura e l’amicizia dei compagni sono vero nutrimento, gioia e forza. Mai usai internet per uno scopo piu’ nobile, cercai un costruttore di Kayak da mare, e cosa imprevista, in Sicilia ne trovai addirittura tre. Avevo in verita’, seppellito in garage, un vecchio e decrepito lancer olimpionico colto da marcescienza dovuta al sole, al sale e alla vecchiaia, che pure mi regalava ancora episodicamente momenti di pura ebbrezza velocistica, ma solo in condizioni di calma piatta, perche’ ormai ridotto a 5 metri di vetroresina in avanzato stato di decomposizione, le piu’ flebili onde lo scuotevano e lo piegavano, e gli scricchiolii sempre piu forti annunciavano un imminente e totale collasso strutturale, cosa alquanto spiacevole in inverno. Cosi’ quelle foto, quegli scafi slanciati dai colori sgargianti promettevano avventura, liberta’, viaggi della mente e dello spirito, allenamento fisico, contatto con la natura. Il mio cuore e la mia mente gridavano la stessa cosa: un kayak. Sarei uscito anche da solo, anche in inverno, non importa, non si puo rinunciare e andai alla Fiberline per ordinare la costruzione del mio Genesys 9000 New Zeeland, ma li la sorpresa, qualcun altro di Augusta era stato li negli stessi giorni per lo stesso motivo. Non sapevo, non potevo immaginare che un pugno di ancora inconsapevoli corsari tra loro sconosciuti stava vivendo quelle stesse senzazioni, e che di li a poco uno strano e complice destino avrebbe incrociato le traiettorie dei nostri kayak. Due e lunghissime furono le settimane di attesa per la costruzione del kayak, rosso fiammante, snello, leggero ed affilatissimo, non potevo resistere, via a casa, senza scenderlo dall’auto, tuta, giacca a vento e via al lido granatello per una prova, la mia prima uscita dopo anni di letargo, sicuramente uno dei giorni piu belli della mia vita, mi ero ripreso il cielo, il mare, il sole, la prua del mio kayak solcava le acque del golfo di Augusta e io non desideravo nient’altro, posso dire che ero veramente felice. Di li un’uscita dopo l’altra da solo, ma sempre piu spesso con il pensiero di chi fossero quegli augustani che erano andati in Fiberline, finche’ un gelido mattino di un sabato di marzo, con il mare calmo e il primo sole primaverile, partendo dal porticciolo sotto 100_1555.jpgil castello svevo di augusta e attraversando il golfo procedendo verso il lidi della marina, scorgevo all’orizzonte, sempre piu’ nitide, le sagome inconfondibili di tre kayak da mare, ci avvicinammo l’un l’altro, tra curiosita’ e un poco velato entusiasmo, erano Antonio Stabile (ex campione di Kayak con il CCNA), Piero Iozzia e Luca Scivoletto… Antonio aveva un Overline Ulisse nuovo di Zecca, appena uscito dallo stampo, e riconobbe subito il mio Fiberline, era lui che lo aveva visto in costruzione poco tempo prima. Anche lui aveva tirato fino all’ultima resina una vecchia, stanca e malconcia canoa fluviale che ancora navigava come neanche Archimede sapeva spiegare, ma che aveva furbamente prestato all’amico Luca ignaro della precarieta’ del mezzo centenario. Piero si pavoneggiava su un vetusto ma ancora filante Overline 4.60 che nonostante il metro che gli mancava a prua, se la cavava non poco con l’ausilio di una pinnetta improvvistata sotto la poppa. Erano loro, avevo trovato gli amici che cercavo, il mare ci aveva fatto incontrare, cosi ci scambiammo i numeri di telefono con la volonta’ di organizzare qualche uscita insieme, ma non immaginavamo ancora cosa il mare aveva in serbo per noi. Qualche giorno dopo, girando in macchina in un giorno di brutto tempo, ma volendo uscire in kayak, cercavo un punto dove il mare fosse piu’ calmo, fu allora che lungo il litorale del lido granatello trovai un tizio con una WW polo rossa e una canoa caricata sul tetto nonostante le intemperie, aveva le sembianze di un uomo saggio, una di quelle persone molto calme che sanno trarre il meglio dalle cose belle della vita. Il mare non permetteva, ma lui non se ne andava, stava comunque li ad ammirarlo, essere li con il mare e la sua canoa sul tetto comunque lo appagava, ed io lo capivo, condividevo le sue senzazioni, le onde, il vento, il rumore del mare lui li aveva dentro di se, era Elio Giummo, non mi fermai, ma rividi ancora quella polo rossa con il kayak sul tetto, ripetendomi: “Un giorno di questi lo fermo”… La primavera avanzava e, quasi in estate, cominciai ad uscire nel golfo di Brucoli approfittando della sua naturale esposizione a nord, riparato dai venti e i marosi di scirocco e’ l’ideale per lunghe e rilassanti pagaiate, con la vista dell’Etna e del golfo di Catania. Cosi’, pagaiando pagaiando, un giorno mi imbattei in un tizio molto, molto particolare, con un vecchio kayak fluviale bianco e riparaticcio, che si affannava avanti e indietro senza pace tra le onde. Inutile dire che avvistandoci ci dirigemmo l’uno verso l’altro facendo amicizia e scambiandoci i numeri di telefono, era FRANCESCO STABILE, fu in quel momento che capi’ che era il fratello di Antonio, anche se molto diverso nel carattere e nella personalita’, Antonio piu’ responsabile e controllato, una persona sulla quale in mare puoi sempre contare, anche se sempre ironico e divertente, mentre Francesco un selvaggio esuberante, pazzo scatenato, sempre con la battuta paradossale pronta anche nel contesto piu’ signorile, insomma un amico con il quale ci si diverte sempre e comunque in qualsiasi situazione, ma affidabile nel pericolo. Cominciammo ad organizzare cosi le prime uscite. Antonio porto’ Gino Nicosia, attrezzato piu’ da bagnino da spiaggia libanese che da kayaker, e pure con il centenario mezzo galleggiante fluviale di Antonio, ma Gino sebbene novello del kayak mostrava una passione, una naturale predisposizione e sicuramente la cosa che contava di piu’, uscendo in canoa si divertiva e faceva divertire tutti. Poi fu la volta del mitico Sergio Piazza, l’uomo che porta l’amore dal mare con la sua scicchissima canoa rosa, la “love boat” del gruppo, e ancora Elio, il nostro zio Elio, ero felice nel conoscere il solitario uomo misterioso della polo rossa. Di li un crescendo, Marco Abramo ex canoista, Vincenzo Tringali, Gino Briganti che con Francesco sono peggio di Toti e Totino, ma si amano anche fisicamente in pubblico, l’ex canottiere, anzi ancora canottiere e fine oratore Domenico Di Mare, poi l’architetto Memo Garsia, che con Emanuele Gentile sono in piu’ tenaci e caparbi pescatori del gruppo, a traina o col volantino, con ancora o senza ed Enzo Marino che tra un volo transcontinentale e l’altro si rilassa pagaiando nel mediterraneo. Mi chiedo ancora oggi se fu solo una particolare coincidenza che nello stesso periodo, contemporaneamente, e nello stesso paese, senza conoscersi, indipendemente l’uno dall’altro e senza praticarlo come sport agonistico, tutti noi abbiamo avuto l’idea e l’iniziativa di metterci con una canoa per mare, o qualcos’altro ha aiutato questo destino comune. Durante i primi due anni non avendo una sede fissa comune, e le canoe in garage, le uscite si facevano sempre in posti diversi, caricandole e scaricandole dall’auto. Partecipammo alla Pomokayak, dove gli increduli liotri catanesi si videro spuntare un nutrito gruppo di kayakers esperti e piu’ allenati di loro di cui ignoravano l’esistenza, fu allora che sul lago di S Rosalia, presso Giarratana, intuendo che il capo dei liotri aumentava i colpi con il tacito ma esplicito intento di volere dimostrare la supremazia acquatica, Cesare e Antonio fingendo indifferenza aumentavano di conseguenza fino a sentire ansimare l’uomo con l’aretusa ormai sempre piu addietro, e distaccandolo di parecchie centinaia di metri all’arrivo. Questi si giustificava poi afferendo scuse poco plausibili sulla forma della sua pagaia e altre cazzate, ma noi sapevamo che gli avevamo dato una lezione e con Antonio ancora ce la ridiamo. In quella stessa occasione Piero Iozzia dava una medesima lezione all’amico Catalano del liotro lasciandogli vedere un poppa sempre piu lontana e lasciandolo a contare quanto nodi faceva col GPS. In quell’occasione sicuramente meno tecnologici, ma belli carichi e fisicamente preparati, entramo ufficialmente nella canoa turistica siciliana regalando magliette e cappellini “No Pagai No Party” a tutti i partecipanti.

100_2203.jpgVenne poi il primo campeggio nautico, la mitica traversata dei sette corsari nel golfo, da Brucoli a Catania con pernottamento sulle sponde del Simeto, tra pioggia, onde e bivacchi in territorio catanese, con approdo finale alla playa (quello fu un giorno indimenticabile). Ma il gruppo cresceva sempre di piu’, ora anche Danilo Passanisi, Guglielmo Ventura, Gigi Grasso, Salvo Micciulla, Melo Sicuso e Vincenzo Ortisi erano dei nostri, e con esso le aspirazioni e la voglia di fare cose nuove, cosi arrivammo al comune accordo di avere una sede unica nel golfo di Brucoli, un posto dove nascesse e crescesse la nostra societa’, la “SEA KAYAK ADVENTURE”, e cosi fu, avevamo finalmente il nostro mitico garage sul mare, dove il solo vedere le rastrelliere piene di kayak e’ un piacere della vista. Le attivita’ si moltiplicarono, cosi come le uscite settimanali del sabato e della domenica mattina. La fiaccolata notturna con le canoe, in onore della festa di San Nicola di Bari a Brucoli, si e’ gia’ ripetuta due volte ed e’ diventata parte integrante dei festeggamenti, arricchendosi ogni volta di nuovi dettagli, nuovi partecipanti che si aggregano da Catania, Siracusa, Palermo etc, e nuovi giochi di luci. Anche le estive uscite in notturna segnarono la nostra storia, soprattutto quella dell’estate 2007 che ricordiamo per il fortunoso rientro in condizioni difficili. Palermo e’ poi una tappa costante che inaugura l’estate di ogni anno con la sua bellissima e ben organizza voga longa chiamata “Palermorema”, evento non solo di kayak, ma anche di nutrite mangiate e risate con la partecipazione delle nostre famiglie. Infine il nostro gruppo e’ cresciuto ancora, soprattutto nel contenuto tecnico e atletico, con la insperata adesione di Francesco Mandragona, olimpionico augustano che ha tenuto alto il nome della sua citta’ nello sport, e di Salvo Buono, ex atleta canoista, e assiduo frequentatore delle goliardiche uscite del fine settimana. Con Fabio Accoto, Fabio Cianflone, Michela e Jose’, il nostro gruppo conta ora addirittura 27 inscritti, una meta impensata ed insperabile fino a pochi mesi fa. La passione e l’entusiasmo non mancano, proprio per queste ragioni il nostro gruppo e la nostra societa’ continueranno a crescere e a diffondere la cultura del kayak da mare e l’amore per il mare, finche’ tra un pezzo di terra e l’altro ci sara’ di mezzo dell’acqua salata.

                          Cesare Artoni

 

1